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Città Metropolitana Spugna: conclusi tutti gli 88 interventi, si entra in una nuova fase

Tutti gli 88 interventi del Piano Urbano Integrato Città Metropolitana Spugna sono stati completati al 30 giugno 2026. Si chiude così la fase di realizzazione di uno dei più innovativi programmi di adattamento climatico promossi sul territorio metropolitano milanese e se ne apre una nuova: quella in cui sarà possibile osservare e misurare nel tempo gli effetti delle soluzioni realizzate.

88 interventi, 32 Comuni: un territorio che cambia per adattarsi al clima

Con la conclusione dei cantieri, prende forma su scala metropolitana una nuova infrastruttura diffusa per la resilienza climatica: 88 interventi distribuiti in 32 Comuni della Città metropolitana di Milano, realizzati attraverso Nature-based Solutions (NbS) e sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SuDS).

Piazze, strade, parcheggi, aree verdi e spazi pubblici sono stati ripensati per svolgere una nuova funzione: non limitarsi a smaltire l’acqua piovana, ma trattenerla, rallentarla e favorirne l’infiltrazione nel luogo in cui cade.

Rain garden, bacini di infiltrazione e di accumulo, trincee drenanti, superfici permeabili, nuove alberature e aree verdi lavorano insieme per restituire spazio all’acqua e alla natura all’interno della città.

È un cambio di paradigma importante: da una città costruita prevalentemente per allontanare rapidamente l’acqua piovana a un territorio capace, sempre più, di comportarsi come una spugna.

Dai cantieri alla misurazione degli impatti

La conclusione delle opere non rappresenta quindi la fine di Città Metropolitana Spugna.

Al contrario, inizia ora una nuova fase.

Con tutti gli interventi realizzati sarà possibile, nei prossimi mesi e negli anni, monitorarne il funzionamento e misurarne gli effetti sul territorio.

Uno degli aspetti principali riguarderà naturalmente la gestione delle acque meteoriche: sarà possibile osservare la capacità delle soluzioni realizzate di intercettare e infiltrare localmente l’acqua, ridurre il runoff superficiale e alleggerire il carico sulla rete fognaria durante gli eventi di pioggia intensa.

Ma gli effetti attesi vanno oltre la gestione dell’acqua.

La depavimentazione, l’aumento delle superfici verdi e permeabili e le nuove alberature possono contribuire alla mitigazione dell’isola di calore urbana. Anche i nuovi parcheggi drenanti rappresentano un cambiamento rispetto alle tradizionali distese di asfalto impermeabile: il calcestruzzo drenante utilizzato in molti interventi è più chiaro e poroso e, oltre a permettere all’acqua di infiltrarsi, riduce il surriscaldamento superficiale rispetto alle pavimentazioni asfaltate tradizionali.

La crescita delle nuove alberature renderà questi effetti ancora più significativi nel tempo, aumentando ombreggiamento, evapotraspirazione e qualità ecologica degli spazi.

Spazi resilienti, ma soprattutto spazi per le persone

Gli interventi Spugna sono oggi spazi pubblici pienamente fruibili dai cittadini. La realizzazione di questo imponente piano finanziato con fondi PNRR è stata infatti l’occasione per rigenerare e riqualificare lo spazio pubblico, attribuendo ad esso nuove funzioni capaci di rispondere alle sfide del cambiamento climatico.

Un parcheggio può continuare a servire chi raggiunge una stazione e contemporaneamente infiltrare l’acqua piovana. Una piazza può diventare più verde e fresca e, allo stesso tempo, contribuire a ridurre il rischio di allagamento. Una strada può trasformarsi in un giardino lineare. Un’area sportiva può integrare bacini di detenzione e biodiversità. Uno spazio impermeabilizzato può tornare a essere suolo vivo.

È proprio questa multifunzionalità uno degli aspetti più innovativi di Città Metropolitana Spugna: utilizzare gli interventi necessari per adattare il territorio al cambiamento climatico anche per migliorare la qualità dei luoghi in cui le persone vivono ogni giorno.

Un laboratorio metropolitano per la resilienza climatica

Città Metropolitana Spugna ha portato le Nature-based Solutions fuori dalla dimensione della singola sperimentazione, applicandole attraverso 88 interventi in 32 Comuni, in contesti urbani molto diversi tra loro.

Il Piano ha così costruito un vero e proprio laboratorio diffuso di adattamento climatico, dimostrando come la gestione sostenibile delle acque meteoriche possa diventare parte integrante della progettazione di strade, piazze, parcheggi, parchi e altri spazi pubblici.

Ora che le opere sono concluse, il territorio stesso diventa il luogo in cui osservare i risultati.


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