Con la realizzazione finale dei progetti del PUI CM Spugna, il principio Do No Significant Harm (DNSH) trova il momento di verifica degli impatti effettivamente generati (fase ex post). È qui che le scelte progettuali e operative adottate nei cantieri vengono misurate nei loro risultati concreti, attraverso liste di controllo, dati e relazioni finali. Il DNSH diventa così uno strumento di lettura degli effetti reali delle fasi di realizzazione di soluzioni naturali e di drenaggio sostenibile (NBS e SUDS) sul contesto urbano, sempre in riferimento ai sei obiettivi ambientali della tassonomia europea.
1. Mitigazione dei cambiamenti climatici
A conclusione dei lavori, le verifiche ex post confermano che le soluzioni adottate nei cantieri hanno consentito di contenere le emissioni climalteranti. L’utilizzo prevalente di mezzi d’opera a elevata efficienza motoristica (Euro VI e Stage IV/V) e l’organizzazione delle lavorazioni hanno consentito consumi energetici non eccessivi, limitando l’impatto legato all’uso di carburanti fossili.
Pur trattandosi di cantieri temporanei e non alimentati da rete elettrica, le strategie adottate hanno garantito coerenza con gli obiettivi DNSH, dimostrando che anche interventi di scala locale possono contribuire al contenimento delle emissioni. L’analisi ex postrestituisce quindi un quadro positivo, in cui le misure possibili per la mitigazione sono state adottate.
2. Adattamento ai cambiamenti climatici
Gli interventi realizzati confermano, nella fase ex post, la loro coerenza con le condizioni climatiche del contesto urbano. Le liste di controllo DNSH confermano che i cantieri si sono sviluppati in aree non soggette a rischi idraulici o idrogeologici significativi e, dove presenti potenziali rischi, sono state adottate le misure necessarie ad evitare l’esposizione di persone, beni, attività.
Ma soprattutto, le soluzioni naturali e di drenaggio sostenibile (NBS e SUDS) adottate rappresentano per il futuro un contributo diretto all’adattamento: le opere realizzate migliorano la gestione delle acque meteoriche e aumentano la capacità dei sistemi urbani di rispondere a eventi climatici intensi. L’impatto non è quindi solo neutro, ma positivo, perché le aree pubbliche riqualificate contribuiranno d’ora in poi a rendere il territorio più resiliente.
3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche.
Le verifiche ex post confermano un utilizzo estremamente contenuto della risorsa idrica durante i lavori, che hanno riguardato per lo più infrastrutture esistenti demolite e la costruzione di nuove infrastrutture evolute dedicate a migliorare il drenaggio delle acque meteoriche rimodellando anche le aree a verde esistenti. Tali lavorazioni non hanno previsto l’uso di acque da cantiere, riducendo al minimo le interferenze con il sistema idrico locale. Allo stesso tempo, le misure di gestione adottate hanno prevenuto fenomeni di contaminazione, garantendo la protezione delle acque superficiali e sotterranee. Anche per questo obiettivo, le soluzioni NBS e SUDS adottate non solo hanno un impatto neutro, ma contribuiscono a migliorare il ciclo naturale dell’acqua in ambito urbano, favorendo l’infiltrazione naturale e la ritenzione locale di acqua piovana.
4. Economia circolare.
È nella fase ex post che il contributo dei cantieri PUI Spugna all’economia circolare emerge con maggiore evidenza. La stima finale dei dati per questo obiettivo conferma che una quota molto elevata dei rifiuti prodotti (da demolizione e costruzione) è stata destinata a recupero, superando anche la soglia del 70% prevista dal DNSH, fino a raggiungere il 100% in alcuni casi. Parallelamente, l’impiego di inerti riciclati certificati nelle nuove opere conferma l’integrazione concreta dei principi di circolarità. In termini di impatto per l’economia circolare, si evidenzia quindi una gestione efficiente dei rifiuti prodotti in fase di cantiere e dei materiali utilizzati con le soluzioni NBS E SUDS adottate, capace di ridurre il ricorso a materie prime e minimizzare la produzione di rifiuti.
5. Prevenzione e riduzione dell’inquinamento.
Le verifiche a fine lavori confermano che le attività di cantiere si sono svolte senza generare incrementi significativi di inquinamento. L’assenza di deroghe ai limiti acustici, il rispetto degli orari di lavoro e l’utilizzo di materiali conformi alle normative ambientali hanno garantito la compatibilità delle lavorazioni con il contesto urbano.
Le analisi ambientali effettuate e la tracciabilità dei materiali e delle sostanze utilizzate attestano una gestione controllata dei potenziali rischi, evitando contaminazioni del suolo e delle acque. L’impatto complessivo risulta quindi contenuto e coerente con gli obiettivi DNSH, confermando l’efficacia delle misure adottate in fase operativa.
6. Tutela della biodiversità e degli ecosistemi.
Nella fase ex post viene confermato che gli interventi non hanno prodotto impatti negativi sugli ecosistemi locali. I cantieri si sono sviluppati per lo più in ambito urbano, in aree prive di elementi naturali sensibili, senza interferire con habitat o specie di interesse ambientale.
In particolar modo per questo obiettivo, è da considerare che gli interventi NBS e SUDS realizzati hanno un impatto positivo perché contribuiscono al miglioramento della qualità ecologica urbana, essendo aumentate la permeabilità dei suoli, le superfici verdi e le alberature e favorito il ciclo naturale delle acque. L’obiettivo di tutela della biodiversità si traduce quindi non solo nell’assenza di danno, ma in un contributo positivo alla qualità ambientale urbana complessiva. L’incremento delle superfici verdi e delle alberature produce benefici aggiuntivi quali il refrigerio urbano, la socializzazione e il benessere individuale.
Nel complesso, la fase ex post conferma che i progetti del PUI CM Spugna rispettano il principio DNSH non solo a livello procedurale, ma anche nei risultati concreti. Le stime finali restituiscono un quadro coerente con gli obiettivi europei: cantieri gestiti in modo responsabile e interventi che contribuiscono a costruire una città più resiliente, sostenibile e capace di affrontare le sfide ambientali future.