Nei cantieri del PUI CM Spugna, il principio Do No Significant Harm (DNSH) accompagna quotidianamente l’avanzamento dei lavori. È un processo continuo che orienta l’organizzazione del cantiere, guida le decisioni operative e viene costantemente monitorato sul campo. Nella fase in itinere il DNSH è uno strumento di lavoro per controlli intermedi, verifiche tecniche e un coordinamento costante tra progettisti, Direzioni lavori e imprese esecutrici, finalizzato al rispetto dei sei obiettivi ambientali di riferimento.
1. Mitigazione dei cambiamenti climatici.
Durante lo svolgimento dei lavori, i cantieri PUI CM Spugna adottano misure organizzative mirate a contenere le emissioni climalteranti legate alle attività di cantiere. Anche dove non è necessario ricorrere direttamente all’utilizzo di energia elettrica dalla rete – che, nel caso, deve privilegiare fornitori con produzioni da fonti rinnovabili – il tema delle emissioni resta centrale. In questi casi, l’attenzione si sposta sulle fonti energetiche effettivamente utilizzate, come i carburanti per i mezzi di lavoro. Ridurre l’impatto climatico significa allora scegliere macchinari più efficienti, limitare i tempi di funzionamento non necessari e organizzare le attività in modo da evitare spostamenti superflui. Sono accorgimenti poco visibili, ma decisivi, che permettono di contenere le emissioni anche in assenza di un allaccio elettrico, dimostrando come il principio DNSH possa essere applicato in modo concreto e responsabile a prescindere dalla scala del cantiere. L’impiego di mezzi d’opera efficienti, la razionalizzazione delle lavorazioni e l’attenzione ai consumi energetici sono oggetto di verifiche continue. In itinere viene controllata la coerenza tra quanto previsto in fase progettuale e le condizioni reali di cantiere, consentendo di confermare o adeguare le scelte operative per ridurre l’impatto ambientale complessivo delle lavorazioni.
2. Adattamento ai cambiamenti climatici.
I cantieri Spugna si sviluppano in contesti urbani complessi, dove sicurezza e resilienza rappresentano elementi fondamentali. Durante i lavori vengono confermate le valutazioni effettuate in fase progettuale sulla localizzazione delle aree operative, verificando che non emergano condizioni di rischio legate a eventi meteorologici estremi. Nel corso delle lavorazioni, l’organizzazione del cantiere viene impostata in modo flessibile, tenendo conto delle condizioni meteorologiche e della natura temporanea dell’intervento, limitando al minimo strutture, depositi e superfici esposte. Le scelte operative adottate permettono di ridurre la vulnerabilità del cantiere a eventi climatici intensi e di evitare effetti negativi su persone, beni e aree circostanti. In questo modo, l’intervento si inserisce nel contesto urbano senza aumentare i rischi legati al clima attuale e futuro. L’adattamento ai cambiamenti climatici si traduce così in un’attenzione costante al contesto e all’evoluzione delle condizioni ambientali, più che in interventi puntuali, garantendo la continuità e la sicurezza delle attività.
3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche.
Nel corso delle attività di cantiere, l’uso dell’acqua è gestito in modo attento e responsabile, con l’obiettivo di ridurre al minimo i consumi e prevenire qualsiasi impatto sul contesto idrico circostante. Le lavorazioni sono organizzate privilegiando soluzioni che non richiedono l’impiego diretto di acqua in sito, come l’utilizzo di materiali e conglomerati forniti già pronti all’uso, evitando così prelievi aggiuntivi durante le fasi operative. Parallelamente, si pone particolare attenzione alla protezione delle acque superficiali e sotterranee. Il cantiere viene gestito in modo da controllare le acque meteoriche e prevenire il dilavamento di sostanze potenzialmente inquinanti. I materiali e le attrezzature vengono stoccati in condizioni protette, le operazioni più delicate svolte in aree idonee e i mezzi costantemente monitorati per ridurre il rischio di perdite o sversamenti accidentali. Grazie a queste scelte organizzative e operative, il cantiere non genera scarichi idrici significativi né interferenze con il sistema idrico locale.
4. Economia circolare.
È soprattutto mentre i cantieri sono in corso che il principio di economia circolare trova una delle sue applicazioni più concrete. Ogni fase di scavo è accompagnata da valutazioni concrete da parte dei tecnici e degli operatori, che verificano cosa può essere riutilizzato subito e cosa invece deve seguire un percorso diverso. Il materiale adatto rimane in cantiere ed è impiegato per completare le lavorazioni, evitando trasporti inutili e riducendo l’impatto sull’area circostante. Quando questo non è possibile, la si sceglie di avviare il materiale a recupero, garantendo una gestione responsabile e controllata. Anche nella scelta dei materiali da portare dall’esterno, le decisioni sono orientate alla sostenibilità: per riempimenti e strutture di supporto sono utilizzati materiali riciclati certificati, frutto di un’attenta selezione.
La gestione dei materiali di scavo, dei rifiuti prodotti e l’utilizzo di materiali riciclati vengono quindi seguiti passo dopo passo, verificando che le scelte operative favoriscano il recupero e il riutilizzo rispetto allo smaltimento. Le verifiche in itinere consentono di monitorare i flussi dei materiali, di confermare le modalità di gestione previste e di intervenire tempestivamente per mantenere il cantiere coerente con gli obiettivi DNSH.
5. Prevenzione e riduzione dell’inquinamento.
Durante le attività di cantiere si pone attenzione alla prevenzione delle diverse forme di inquinamento che possono verificarsi in un contesto urbano, come emissioni in atmosfera, rumore, dispersioni nel suolo o nelle acque. La scelta dei materiali e dei prodotti impiegati avviene verificando la loro conformità alle normative ambientali, con l’esclusione di sostanze vietate e la disponibilità delle relative schede tecniche e di sicurezza. Le lavorazioni sono gestite secondo procedure che riducono il rischio di impatti ambientali accidentali. Per limitare le emissioni e le polveri sono utilizzati mezzi d’opera moderni e a basso impatto emissivo, accompagnati da buone pratiche operative. Le attività potenzialmente rumorose sono concentrate in orario diurno, evitando la necessità di deroghe ai limiti acustici. Nel complesso, l’organizzazione del cantiere secondo l’approccio DNSH consente di svolgere le lavorazioni in modo controllato e responsabile, senza determinare incrementi significativi dell’inquinamento e mantenendo la compatibilità con l’ambiente e il contesto circostante.
6. Tutela della biodiversità e degli ecosistemi.
Anche in ambito urbano, il DNSH richiede di mantenere alta l’attenzione sugli ecosistemi e sugli elementi naturali presenti. Durante i lavori viene verificato che le attività di cantiere restino confinate agli ambiti previsti e che non si generino impatti diretti o indiretti su aree sensibili o su elementi di valore ambientale nelle zone limitrofe. La tutela della biodiversità, in questa fase, si traduce in un controllo continuo delle interferenze e nel rispetto delle condizioni ambientali e della biodiversità del contesto.